Come coltivare la valerianella: semina, consociazione e malattie

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La valerianella, Valerianella olitoria (VALERIANACEE), è coltivata in diverse varietà che si distinguono in due gruppi:

  • il primo con seme e rosetta di foglie grossi, più adatto alla coltivazione autunnale e sotto tunnel perché poco resistenti al freddo;
  • il secondo a rosette piccole, molto più resistente al freddo e coltivabile all’aperto anche d’inverno, con un semplice riparo.

La valerianella, anche chiamata soncino oppure dolcetta, non deve essere confusa con Valeriana officinalis che è una pianta medicinale con proprietà antispasmodiche, ipnotiche e sedative.

Il clima e il terreno adatto alla coltivazione della valerianella

La valerianella predilige il clima fresco e temperato e teme l’asciutto. Si adatta bene a qualsiasi tipo di terreno, ma preferisce quelli argilloso-calcarei con una buona dotazione idrica. Paradossalmente, crescerebbe meglio in un campo abbandonato che in un orto rivoltato con cura, concimato e rastrellato.

Concimazione e cure colturali della valerianella

La valerianella è una pianta poco esigente, sono sufficienti 1-2 q di letame o compost ben maturo/100 mq, interrati al momento della preparazione del terreno. Quanto alle cure colturali, consistono essenzialmente nel diradamento delle piantine se sono troppo fitte e nella protezione con paglia o copertura quando c’è pericolo di forti gelate.

La semina a spaglio rende difficili gli interventi di sarchiatura, che sono comunque resi superflui (almeno per quello che riguarda la difesa dalle infestanti), dal fitto fogliame della valeriana.

semina e impianto del soncino valerianella

Quando e come seminare la valerianella

Si semina a spaglio, da luglio ad agosto, direttamente in campo e possibilmente all’ombra di altre piante, interrando i semi a 0,5-1 cm di profondità. In genere sono sufficienti 15-20 g di semi/10 mq di coltura. Va utilizzata semente che abbia almeno un anno.

Avvicendamenti e consociazioni della pianta di valerianella

La valerianella è da considerarsi alla stregua di una coltura intercalare, per cui segue oppure precede una coltura principale. Buona la consociazione con cavoli, porri e numerosi altri ortaggi.

Raccolta della valerianella

La raccolta inizia a settembre e continua fino a marzo. In genere si estirpa l’intera pianta quando si è formata una rosetta di parecchie foglie. Poiché tende ad appassire piuttosto presto, va lavata e consumata poco tempo dopo la raccolta. La produzione oscilla intorno ai 50-150 kg/100 mq di coltura.

Avversità della pianta di valerianella

Tra i parassiti animali sicuramente fastidiose possono dimostrarsi lumache e limacce, a causa delle quali spesso si preferisce coltivare questa tenera insalatina sotto tunnel.

È poi facile che la valeriana venga colpita da quelle infezioni tipiche dei semenzai, che causano marciumi del colletto e delle radici.

Come coltivare la valerianella sul balcone

valerianella coltivare in vaso su balcone

Scelta della varietà – È un’ottima insalata a ciclo breve, rustica, poco esigente e adatta a crescere anche ai piedi di altri ortaggi più alti. Fra le varietà più gustose: Cirilla, con foglie rotonde verde scuro e molto resistente al freddo, e Valgros a seme grosso, con foglie tenerissime e di un bel verde intenso.

Clima – Predilige i climi temperato-freschi e le posizioni a mezz’ombra, è resistente al freddo ma teme la siccità.

Impianto o semina – I semi si interrano direttamente a dimora, in cassette anche poco profonde, da febbraio ad aprile e da settembre a metà autunno.

La germinazione avviene dopo 2 o 3 settimane, e se la semina è stata troppo fitta le piantine vanno diradate quando hanno 3 o 4 foglioline.

Coltivazione – La valerianella non richiede cure particolari: cresce bene in un terreno di medio impasto, fertile e ben drenato, che va annaffiato prima che si asciughi completamente.

Raccolta e impiego – Si estirpa la pianticella quando ha raggiunto l’altezza di 5 o 6 cm, e le foglie si mangiano crude in insalata.

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