Il terriccio giusto da utilizzare per le piante grasse, il substrato ideale

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terriccio substrato per piante grasse

Il terriccio (o substrato) che deve ospitare le nostre piante grasse è sempre oggetto di grande attenzione e spesso di grande incertezza, dovute alle diversità esistenti tra il loro terreno naturale e un terriccio da vaso.

Date le loro caratteristiche originarie, è certo che le piante grasse sono adattate in linea generale a vivere in suoli sciolti, cioè tendenzialmente sabbiosi, porosi, permeabili, poveri di sostanze azotate ma dotati degli altri elementi nutritivi.

Tuttavia, in natura le piante grasse riescono a vivere in condizioni di suolo anche molto diverse, adattandosi ai terreni pietrosi, agli anfratti rocciosi, ai tessuti legnosi di alcuni alberi.

In questo senso non è possibile definire un terriccio universalmente valido per tutte le specie, tuttavia si può affermare che tutti i terricci devono in ogni caso possedere idonei requisiti di drenaggio e di fertilità.

Il composto da utilizzarsi in vaso per la coltivazione delle succulente deve essere sempre in grado di asciugarsi con facilità e, nello stesso tempo, deve mantenere per un certo periodo di tempo l’umidità necessaria alle piante.

Si può senz’altro constatare che il substrato più indicato per la coltivazione di molte Cactacee del deserto richiede maggiori concentrazioni di sabbia, mentre per le specie epifite è necessario un terriccio più consistente e ricco di humus, che ritiene maggiormente l’acqua.

substrato per piante grasse

Il terriccio ideale è un giusto compromesso

Il substrato da utilizzarsi nella coltivazione delle Cactacee deve avere le caratteristiche della sabbia del deserto e deve pertanto risultare permeabile e soffice, ricco di sostanze minerali.

Nel caso si disponga di un terriccio troppo ricco di humus, per migliorare il drenaggio è preferibile alleggerirne la composizione con sabbia e ghiaia di pomice.

È bene quindi disporre di un terriccio che come requisito minimo non procuri ristagno d’acqua, e che di conseguenza non sia ricco di argilla, ma che possa fungere anche da supporto di nutrimento per le piante.

Indicativamente sarà composto per 1/2 da sabbia, per 1/4 da terreno di coltivo naturale e per 1/4 da terriccio organico ben decomposto.

Si può parlare in questo caso di terriccio mediamente poroso; nel caso di specie meglio adattate a terriccio molto poroso è bene prevedere due parti di sabbia e una parte di terriccio, mentre nel caso di specie meglio adattate a terriccio poco poroso si modificheranno le proporzioni con una parte di sabbia grossa e due parti di terriccio.

Come migliorare il drenaggio del terriccio

Il miscuglio può essere ulteriormente arricchito con vermiculite, granuli di lava o di argilla espansa, tutti materiali utili non solo a migliorare il drenaggio ma anche a valorizzare l’aspetto complessivo del vaso.

perlite e vermiculite substrato piante grasse

In questo modo si associano le qualità drenanti della sabbia con le qualità fertilizzanti del coltivo e con la sofficità del terriccio organico. Inoltre, un terriccio così composto contiene nello stesso tempo riserve fertilizzanti di assimilabilità immediata e riserve fertilizzanti di assimilabilità dilazionata nel tempo.

Terriccio già pronto da acquistare in negozio

Ogni specie, peraltro, richiede substrati veramente specifici, per cui il consiglio migliore per l’appassionato inesperto è di comprare terricci già pronti.

In commercio si trovano terricci di vario tipo, appositamente studiati per le più specifiche piante grasse: sono a base di terra o anche privi di terra, più o meno arricchiti con fibra di cocco, torba, corteccia macinata, ghiaia.

La preparazione del terriccio

L’appassionato più esperto può cimentarsi egli stesso nella preparazione del terriccio per le piante di origine subdesertica, individuandolo e predisponendolo specie per specie.

preparare il terriccio per piante grasse

Si dovrà sempre tenere presente il rispetto dei due principi fondamentali secondo i quali il substrato:

  • deve avere capacità drenanti sufficienti per evitare i ristagni d’acqua;
  • non deve contenere sostanza organica non completamente decomposta.

Per le specie desiderose di un terriccio molto poroso si può giungere sino a due parti di sabbia e una parte di terriccio. Mentre nel caso di specie abituate ai terreni più freschi della giungla il rapporto può invertirsi a una parte di sabbia e due parti di terriccio di foglie.

Si consideri che non deve essere assolutamente usata la sabbia di spiaggia marina, certamente ottimale sotto il profilo granulometrico ma assai pericolosa per l’elevata concentrazione di sale; molto meglio la sabbia lavata di fiume.

Alcune piante grasse che richiedono un terriccio molto poroso:

Ariocarpus, Cereus, Conophytum, Echinopsis, Mammillaria, Opuntia, Neoporteria eriocephala

Alcune piante grasse che richiedono un terriccio mediamente poroso:

Astrophytum, Crassula, Echeveria, Echinocactus, Echinocereus, Espostoa, Euphorbia, Ferocactus, Gasteria, Gymnocayicium, Haworthia, Huernia, Kalanchoe, Lithops, Lobivia, Melocactus, Myrtillocactus, Neoporteria, Notocactus, Oreocereus, Pachyphytum, Pereskia, Pseudomammillaria, Rebutia, Sedum, Stapelia

Alcune piante grasse che richiedono un terriccio poco poroso:

Epiphyllum, Leuchtenbergia, Rhpsalidopsis, Rhipsalis, Sansevieria, Schlumbergera

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