Le spine delle piante grasse

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le spine dei cactus

In qualunque specie vegetale, l’acqua “entra” nella pianta attraverso le radici ma al contempo “esce” dalle foglie e dai tessuti (in generale non lignificati).

Per ovviare a tale vicissitudine, nelle piante desertiche avviene la trasformazione delle foglie in spine, vere e proprie foglie modificate, di cui la superficie disperdente è praticamente nulla.

In altri casi le spine non sono foglie modificate, ma rappresentano adattamenti della pianta a particolari condizioni di disturbo presenti nei loro ambienti di vita; infatti, servono alla difesa della pianta nei confronti di temperature estreme o di animali che potrebbero brucarla.

È interessante constatare come le funzioni svolte dalle spine siano effettivamente ben diversificate: si è già vista la capacità di limitare la dispersione dell’acqua, ma a questo si devono aggiungere ulteriori funzioni particolari, come:

  • la capacità di condensare l’umidità atmosferica (spine fini e numerose),
  • la possibilità di offrire protezione dal freddo e dal sole cocente (spine setolose),
  • l’azione difensiva contro gli erbivori (spine rigide e acuminate).

aloe ferox pianta grassa succulenta

Mentre nelle Cactacee le spine rivestono il fusto ricoprendone i tessuti in modo più o meno esteso, in altri generi la disposizione delle spine è differente, andando a interessare anche le foglie o il tronco lignificato. Pensiamo ad esempio alla disposizione delle spine sui margini fogliari dell’ Agave americana o alla distribuzione su tutta la pagina fogliare di Aloe ferox.

Diversificazione delle spine nelle piante grasse

Le spine assumono nelle succulente forme e colori ampiamente diversificati, rendendo possibile la distinzione tra generi, se addirittura non tra specie:

› leggere e lanose (Cleistocactus);

› dure e appuntite (Cereus, Echinocactus);

› ritte (Mammillaria);

› ricurve (Ferocactus).

Mammillaria, coltivazione e cura della pianta grassa

Uno dei caratteri distintivi delle Cactacee è proprio il meccanismo di formazione delle spine. Mentre in famiglie differenti le spine si sviluppano direttamente sui tessuti del fusto o sulle foglie, nei cactus esse si formano immancabilmente su piccoli cuscinetti biancastri sparsi sul fusto.

Le areole spinose delle cactacee

Quando si è in presenza di macchioline chiare, più o meno numerose, dalle quali si dipartono peluria e spine siamo certamente di fronte a una pianta appartenente alla folta famiglia dei cactus.

Queste formazioni spinose sono dette areole, vale a dire organelli distribuiti sul fusto delle Cactacee nelle posizioni più diverse e più o meno visibilmente distinguibili. Dalle areole si originano non solo le spine, ma bensì tutte le strutture secondarie della pianta, quali: ramificazioni, foglie e fiori.

Le areole rappresentano dunque il carattere inequivocabilmente distintivo che accomuna solamente le Cactacee e in quanto tale riesce facilissima la distinzione con famiglie diverse.

areola spina pianta grassa

Per fare un esempio pratico: spinescenze che non sono portate dalla pianta attraverso le areole ma che si formano direttamente sul fusto e sono a esso connesse indirizzano senz’altro verso famiglie diverse, per esempio Euphorbiacee o Liliacee.

Si consideri infine che, poiché nelle Cactacee le spine non sono portate direttamente dal fusto e non comportano una connessione diretta con questo, la loro rottura non determina la formazione di ferite, rimanendo pertanto indifferente allo stato di salute della pianta.

Al contrario, nel caso di altri generi, come ad esempio risulta immediatamente evidente nell’ Agave o nell’ Aloe, la rottura delle spine interessa anche i tessuti sottostanti e ne procura senz’altro la ferita.

 

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