Come riconoscere la tipologia del terreno per l’orto: compatto o sciolto

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come riconoscere la tipologia di terreno orto

Un metodo semplicissimo per riconoscere la tessitura di un terreno, cioè il grado di coesione e la dimensione delle sue particelle, consiste nello stringerne in pugno una manciata.

Se aprendo la mano rimane plasmata in modo ben definito la forma delle dita, il terreno è certamente argilloso e si dice che è compatto e pesante. Se al contrario la manciata di terra si sbriciola nel palmo, si tratta di un terreno sabbioso: si dice che è sciolto e leggero. Anche un terreno ghiaioso e grossolano è sciolto, ma le particelle si sgretolano in porzioni più voluminose. Se infine stringendo il pugno si avverte che la piccola quantità di terra è elastica, né troppo compatta né troppo incoerente, è senza alcun dubbio un giusto mix di componenti e si dice che è di medio impasto.

Come riconoscere la tipologia del terreno

La prova non è definitiva, perché per poter stabilire che si tratta di un buon terreno per le colture dovranno ancora essere valutati altri fattori, tuttavia con discreta approssimazione si può stabilire con quale terra si ha a che fare, e agire in conseguenza.

Un’altra prova alla portata di tutti consiste nel prelevare alcune cucchiaiate di terra dallo strato superficiale del suolo e con queste riempire, per circa un quarto, un vaso di vetro possibilmente alto e stretto. Dopo aver colmato con acqua si agita energicamente il contenuto e poi lo si lascia depositare. Sul fondo cadranno quasi subito, nell’ordine, la sabbia grossolana, poi la sabbia media, quindi quella fine e per ultime le particelle di terra, mentre rimarranno a lungo in sospensione le sostanze organiche ancora in decomposizione, che in parte potranno anche galleggiare. Durante lo scuotimento l’acqua si intorbida perché i materiali più fini (quali argilla, polvere di roccia, sabbia impalpabile) rimangono sospesi nel liquido prima di ricadere sul fondo.

Analisi del terreno

Per stabilire approssimativamente di che tipo è il proprio terreno basta versare in un vaso 3/4 di acqua fredda e 1/4 di terra da analizzare, agitando il tutto. Sabbia e particelle grossolane si depositano subito sul fondo. Dopo un breve periodo di riposo si depositano anche gli elementi più minuti. L’argilla invece si deposita molto lentamente.

Come migliorare la qualità del terreno

Per coltivare l’orto con successo è necessario che il terreno sia di medio impasto. Il bravo orticoltore deve adoperarsi perché la tessitura del terreno raggiunga queste condizioni ideali.

TERRENO TROPPO COMPATTO. Si tratta di un suolo argilloso o limoso. Difficile da lavorare, poco arieggiato e scarsamente permeabile, lascia ristagnare l’umidità che provoca nelle piante pericolose condizioni di asfissia radicale. Al contrario, in caso di siccità prolungata questo terreno si screpola e si fessura, favorendo così l’evaporazione dell’umidità profonda, cioè peggiorando le condizioni negative dovute alla siccità.

Modificare in meglio il terreno compatto non è difficile, ma richiede costanza. Si deve agire apportando sostanza organica (letame, sovescio, compost, terricciati ecc.) per migliorarne sensibilmente la struttura e favorirne il drenaggio.

Inoltre è utile la distribuzione di notevoli quantità di sabbia le cui particelle grossolane, una volta amalgamate a quelle assai più piccole del limo e dell’argilla, renderanno equilibrata la composizione. Questa pratica, che sarebbe costosa su superfici estese, è invece facile da mettere in atto per migliorare la terra di un piccolo orto, come l’aggiunta di marna oppure calce.

terreno marna per orto

La marna (foto sopra) è una terra particolarmente ricca di calcare e quindi di calcio, il quale svolge benefici effetti sulla struttura del terreno in quanto ne migliora la porosità. Funzione analoga svolge la calce. Per un orto presso il mare, con terreno molto sciolto, si consiglia la piantagione un po’ incassata degli ortaggi per impedire l’immediata dispersione dell’acqua.

Un sensibile miglioramento dello strato utile del terreno si ottiene anche con lavorazioni frequenti, poiché si espone il terreno all’azione disgregatrice degli agenti atmosferici. È sufficiente osservare un terreno lavorato di fresco e confrontarlo con uno poco lavorato per rilevare l’evidente miglioramento strutturale.

TERRENO TROPPO SCIOLTO. In genere è caratterizzato dalla presenza elevata di particelle a grana grossa, soprattutto sabbia, ghiaia, più raramente ciottoli, per cui presenta minima coesione e scarsa attitudine a trattenere umidità. Si può comunque intervenire per correggere questa situazione e limitare i danni che ne conseguono alle piante.

L’apporto di sostanza organica è la pratica più importante per migliorare stabilmente la tessitura della terra e la sua capacità di assorbire e trattenere acqua e sostanze fertilizzanti. Il risultato visibile è che aumentano coerenza e adesione tra loro delle particelle di terra.

Meno praticabile su larga scala, l’apporto di argilla è utile per esempio per adeguare una parcella dell’orto alle necessità di piante ortive molto esigenti, che soffrono la siccità e la scarsa fertilità dovuta alla eccessiva componente sabbiosa del terreno.

In breve:

• se il terreno è sciolto e sabbioso si scalda presto in primavera ed è sempre piuttosto asciutto nella stagione calda: ideale per aglio, cipolla, scalogno, pomodoro, peperone, melanzana, carota, anguria, patata, finocchio, fava.

• se il terreno è compatto e piuttosto argilloso trattiene umidità e si mantiene caldo più a lungo in autunno. Vi si coltivano con buoni risultati: asparago, barbabietola, sedano, cavoli in genere, melone, prezzemolo, rapa, spinacio, lattuga, cicorie in genere, zucchine.

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