Come coltivare i pomodori: semina, consociazione e malattie

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Pomodoro, Solanum lycopersicum (SOLANACEE), è coltivato in molteplici varietà. Le numerose varietà di pomodoro si possono raggruppare in due grandi categorie: da tavola per il consumo fresco e da conserva per pelati, concentrati ecc.

Nel primo gruppo, quello da tavola, si distinguono:

  • varietà nane, a crescita definita e a crescita indefinita;
  • con frutti di pezzatura grossa, media e ciliegini;
  • di diverso colore (rosso, nero, giallo, bianco, rosa ecc.) e forma (tondo, allungato, a pera, a lampadina, costoluto ecc.).

Tra le varietà più conosciute, il Fandango Ibrido F1 medio-tardivo, a grosso frutto globoso; il Tondino medio-tardivo, a frutto piccolo globoso; il Cuor di bue tardivo, a frutto grosso; il S. Marzano Ibrido F1 tardivo, a frutto grosso allungato.

Il clima ideale per la coltivazione del pomodoro

Il pomodoro è una pianta tipicamente mediterranea. In Italia, le aree di maggior sviluppo della coltura sono quelle del Meridione, dove è possibile raggiungere buone produzioni anche senza l’utilizzo di serre o tunnel. È infatti il freddo il fattore climatico che limita la coltivazione del pomodoro.

Temperature prossime a 0°C portano alla morte della pianta, mentre temperature sopra i 32°C causano una scarsa allegagione e provocano decolorazioni e ustioni alle bacche.

Il terreno ideale per coltivare i pomodori

Il pomodoro non è una pianta molto esigente. Preferisce terreni profondi, ricchi di sostanza organica, anche compatti ma ben drenati, allo scopo di evitare il ristagno d’acqua, molto dannoso soprattutto nelle delicate fasi del trapianto e del post-trapianto.

coltivazione del pomodoro tecnica sostegno

Il pomodoro richiede che tutte le lavorazioni preparatorie siano eseguite con la massima cura, per assicurare un buon effetto diserbante, un buon drenaggio e un interramento dei concimi organici.

Una prima lavorazione superficiale (10-15 cm) risulta necessaria per l’interramento dei residui della coltura precedente, a fine estate. Una seconda lavorazione un po’ più profonda (25-30 cm) si effettua in autunno per interrare i concimi organici e l’eventuale sovescio.

Concimazione e cure colturali della pianta di pomodoro

Il pomodoro ha un apparato radicale molto profondo (anche oltre 130 cm), ama un terreno umifero e necessita di una grande disponibilità di principi fertilizzanti assimilabili dal terreno per poter esplicare tutta la sua potenzialità produttiva.

Il concime fondamentale è il letame, a meno che non si disponga di terreni molto ricchi di sostanza organica. La prima concimazione organica si effettua in autunno, all’aratura, con letame o compost anche fresco (circa 40-50 t/ha).

Le quantità possono essere ridotte e dimezzate se, all’aratura, si fa precedere l’interramento di una coltura da sovescio. Se si pratica il sovescio, sullo sfalcio è possibile distribuire il letame (non necessariamente maturo) e interrare il tutto con un’unica operazione.

Al trapianto si riempiono i solchi di buon compost maturo, badando a non farlo giungere a contatto con le radici delle piantine. In seguito, per una buona fruttificazione, il pomodoro necessita di ulteriori apporti fertilizzanti.

Molto adatto a questo scopo è l’uso del liquame bovino diluito o di macerato di ortica arricchito con farina di oscorna. L’oscorna è un prodotto buono anche per la concimazione di fondo, se in autunno ne vengono distribuite circa 0,7-1 t/ha in sostituzione del letame.

fertilizzare i pomodori concimare

È opportuno inoltre integrare il letame con una concimazione fosfopotassica, preferibilmente con polvere d’ossa, scorie Thomas, fosforiti, patentkali, ceneri di legna.

Il pomodoro trae giovamento anche dalla concimazione fogliare con prodotti liquidi o in polvere a base di alghe (50-60 kg/ha) o altri prodotti naturali stimolanti. Un altro concime utilizzabile in copertura, in caso di necessità, su coltivazioni non pacciamate, è la pollina compostata (circa 1,5-2 t/ha) leggermente interrata.

Per quanto riguarda le cure colturali d’estate bisogna intervenire con annaffiature quanto più regolari possibile per evitare dannosi squilibri idrici, senza bagnare le foglie per impedire attacchi di malattie crittogamiche.

Altre pratiche colturali sono il diradamento dei semenzali, eliminando le piantine più deboli; la rincalzatura per favorire l’emissione di radici superficiali; la scacchiatura per asportare i getti laterali che sottrarrebbero energia a scapito della produzione di frutti e la cimatura, cioè l’asportazione della parte terminale del fusto e dei rami per limitare lo sviluppo della pianta in altezza e anticipare la maturazione delle bacche.

Il pomodoro richiede inoltre la pacciamatura, da effettuare con paglia o film plastico nero allo scopo di mantenere l’ umidità nel terreno, inibire lo sviluppo delle infestanti e impedire che i frutti dei palchi più bassi vengano a diretto contatto con il terreno.

La scacchiatura della pianta di pomodoro

I getti laterali che crescono tra le impalcature delle foglie vanno eliminati prima che superino i 3 cm di lunghezza. Questa operazione prende il nome di scacchiatura.

supporto per pianta di pomodori

I sostegni per la coltivazione dei pomodori

Nel momento della piantagione a dimora si devono inoltre predisporre tutori in bambù, plastica o metallo, ai quali le piante possano appoggiarsi. Durante la crescita di tanto in tanto è necessario legare la vegetazione con legacci di rafia o plastica.

Quando e come seminare i pomodori

Purtroppo oggi è praticamente impossibile reperire sementi di varietà locali, riprodotte seriamente e con buone caratteristiche produttive, per cui anche in agricoltura biologica si utilizzano sempre più i semi e le varietà normalmente in commercio (anche ibride).

La semina si esegue in semenzaio a letto caldo a fine inverno, procedendo poi al trapianto in marzo in tunnel per colture anticipate o in aprile-maggio direttamente a dimora nell’orto.

Le distanze d’impianto nell’orto dipendono dalla varietà e sono comprese tra 70-120 cm tra le file e 30-60 cm sulla fila. Per ottenere buoni risultati è importante scegliere semente selezionate di varietà resistenti a virosi e tracheomicosi.

Secondo il calendario biodinamico, 2 giorni prima della luna piena. In tal modo si otterrebbero produzioni più abbondanti.

Avvicendamenti e consociazioni della pianta di pomodoro

Essendo una pianta da rinnovo spesso il pomodoro apre la rotazione. Può precedere tutte le colture, con qualche riserva per il peperone, la patata e la melanzana. È sconsigliata la sua coltivazione anche dopo la patata.

Il pomodoro è capace di sopportare la mono successione, ma tale pratica è spesso sconsigliata a causa della diffusione nel terreno di parassiti fungini, di nematodi o di insetti. Per questi motivi il pomodoro (da pieno campo) andrebbe inserito in una rotazione triennale o meglio quadriennale.

Un buon esempio può essere la vecchia rotazione emiliana: pomodoro-frumento consociato a trifoglio-trifoglio-frumento-pomodoro; oppure: pomodoro-frumento-medica-medica-medica-frumento-pomodoro.

Negli orti, il pomodoro può seguire lo spinacio, la valerianella e le carote seminate durante l’autunno. Possono poi seguire: spinaci, valerianella, lattughe invernali, cipolle.

Favorevole la consociazione pomodoro-prezzemolo e pomodoro-sedano.

Coltivato a fianco del cavolo, il pomodoro contribuisce a tenerne lontana la cavolaia. La vicinanza dell’ortica favorisce la crescita del pomodoro, ne aumenta la serbevolezza e ne riduce gli attacchi fungini. Altre vicinanze favorevoli sono con spinaci, rapanelli, rape, porri, menta, lattuga, insalata, cicoria, aglio e fagiolini.

Sembra invece non gradire la vicinanza con patate, piselli, cetrioli e finocchi.

Quando raccogliere i pomodori

La raccolta avviene a maturazione della bacca (totale colorazione rossa) per i pomodori da conserva, prima (maturazione appena rosata) per quelli da mensa.

malattie dei pomodori

Le avversità della pianta di pomodoro

Tra i parassiti animali del pomodoro si segnalano dorifora, nottua, nematodi, afidi e vasate del pomodoro o acaro rugginoso, un ragnetto responsabile dell’avvizzimento delle foglie, che assumono un colore bronzeo.

Tra le malattie crittogamiche, oltre all’alternariosi e alla peronospora, devono essere ricordati il mal del piede, causato da un fungo che attacca il colletto e si manifesta in presenza di forte umidità, e la cladosporiosi che colpisce spesso il pomodoro e si evidenzia con tacche alle quali corrisponde una muffa grigiastra sulla pagina inferiore della foglia.

Altre pericolose crittogame che attaccano il pomodoro sono: la tracheofusariosi, la septoriosi e il marciume apicale favorito da squilibri idrici, ristagni d’acqua e concimazioni non corrette.

Come coltivare i pomodori sul balcone

Scelta della varietà – Alcune delle varietà adatte ai vasi sono Cal-J, con frutti che si conservano a lungo sulla pianta; Principe Borghese, una varietà semi nana che si copre letteralmente di frutti dolcissimi; Pepe e Small Fry, con grappoli di frutti grossi come una ciliegia; Big Rio, una varietà che regala frutti a forma di uovo e adatta ai climi umidi.

Clima – I pomodori sono molto sensibili al freddo e alla carenza d’acqua, mentre prediligono i climi temperato-caldi e le esposizioni soleggiate.

Impianto o semina – Si può seminare all’inizio della primavera in semenzaio coperto o in vasetti di torba. Le piantine devono essere diradate al più presto, e quando le superstiti hanno 4 o 5 foglie si trapiantano in un vasetto più grande per stimolare lo sviluppo delle radici.

Vanno messe nel vaso definitivo alla fine di aprile, quando sono alte 15-20 cm circa e la temperatura esterna si sarà alzata; le varietà più piccole possono essere ospitate in vasi larghi e profondi solo 30 cm.

raccolta dei pomodori maturi

Coltivazione – Il terriccio prediletto è di medio impasto e ben fornito di argilla e di humus. Le annaffiature devono essere regolari per evitare che i frutti si spacchino; in estate può essere necessario innaffiarli anche 2 volte al giorno, ma senza bagnare le foglie.

Essendo un ortaggio a ciclo lungo, il pomodoro si avvantaggia di una concimazione supplementare con macerato d’ortica.

Le varietà “determinate” formano un cespuglio di altezza limitata e non richiedono tutori, mentre le varietà “indeterminate” continuano a crescere in altezza per tutto il ciclo vegetativo e vanno sostenute con supporti di vario tipo: canne di bambù, graticci, fili metallici fissati al muro, ringhiere.

Man mano che cresce, lo stelo di queste varietà deve essere fissato ai sostegni con un nodo a forma di 8 fatto sotto una foglia. Vanno eliminati i germogli laterali (le femminelle) all’ascella delle foglie e anche tutte le foglie sotto il più basso palco di frutti.

Raccolta e impiego – La raccolta dei frutti comincia dopo circa 2 mesi dal trapianto e prosegue per parecchie settimane. Per gustarne il sapore, coglieteli quando sono completamente maturi e consumateli subito. A fine stagione invece si raccolgono ancora acerbi e si mettono a maturare in un locale fresco.

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