Come coltivare i piselli: semina, consociazione e malattie

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Il pisello, Pisum sativum (LEGUMINOSE), è un legume coltivato in molte varianti. Si distinguono piselli a:

  • seme liscio (adatti alla semina autunnale in quanto resistenti all’umidità),
  • a seme grinzoso (per la semina primaverile poiché temono il freddo e resistono meglio ai primi caldi),
  • mangiatutto o taccole.

Inoltre le varietà si distinguono, in base al portamento, in nane (da 35 a 50 cm), mezza rama o seminane (da 70 a 130 cm circa), rampicanti (da 130 a 180 cm circa).

Il clima ideale per la coltivazione dei piselli

Durante i primi stadi di sviluppo resiste anche a temperature poco inferiori agli 0°C, ma le condizioni ottimali per il suo sviluppo sono rappresentate da temperature fra i 10 e i 20°C. Temperature eccessivamente elevate determinano una precoce fioritura e un prodotto di qualità scadente.

Il terreno ideale per la pianta del pisello

Il pisello si adatta bene ai diversi tipi di terreno, ma predilige quelli di medio impasto e ben drenati. È molto sensibile sia ai ristagni d’acqua, che favoriscono l’insorgere di marciumi, sia alle carenze idriche, che determinano una precoce fioritura e una riduzione della produzione.

Rifugge dai terreni eccessivamente compatti e da quelli troppo ricchi di calcio, che danno legumi di difficile cottura.

Concimazione e cure colturali del pisello

Grazie alla capacità dei batteri contenuti nei tubercoli radicali di fissare direttamente l’azoto atmosferico, il pisello non necessita di specifiche concimazioni, anche se si avvale molto bene della fertilità residua proveniente da colture precedenti.

Il pisello richiede numerosi interventi di sarchiatura al fine di arieggiare il terreno e limitare le infestanti e interventi di rincalzatura, da effettuare quando le piante raggiungono 12-15 cm d’altezza e poi nuovamente verso i 25-30 cm.

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Bisogna inoltre predisporre dei sostegni, che devono essere collocati in sede quando le piante raggiungono i 10 cm d’altezza; allo scopo vanno bene le tradizionali frasche, appositi paletti o le reti metalliche o di nylon.

A seconda delle cultivar, i sostegni saranno alti 100 cm per le varietà nane e semi-nane e 200 cm per le varietà rampicanti. Utile anche la pacciamatura con paglia, erba secca o altro materiale organico per frenare lo sviluppo delle infestanti e conservare l’umidità del terreno.

Come e quando seminare i piselli

La semina si effettua in autunno-inverno al Centro-Sud e dalla fine dell’inverno per tutta la primavera al Nord. Negli orti familiari, in genere, la semina si effettua scalarmente da marzo fino alla fine dell’estate, per assicurarsi un raccolto continuo. Per 10 mq di coltura occorrono da 130 a 200g di seme.

La semina si effettua a postarelle (30-40×90-100 cm) o a file semplici o binate. A seconda dello sviluppo vegetativo delle cultivar si hanno differenti distanze di semina.

Piselli nani – Nelle file semplici servono 30-50 cm nella fila e 40-50 cm tra le file; per le file binate si lasciano 30-50 cm nella fila, 40-50 cm tra le file e 70-80 cm tra le bine.

Piselli seminani – Per le file semplici occorrono 60-70 cm nella fila e 70-80 cm tra le file; per le file binate si lasciano 60-70 cm nella fila, 60 cm tra le file e 80 cm tra le bine.

Piselli rampicanti – Per le file semplici servono 80-100 cm nella fila e 120 cm tra le file; per le file binate sono necessari 80-100 cm nelle file, 80 cm tra le file e 100-110 cm tra le bine.

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Secondo il calendario lunare i piselli vanno seminati 2 giorni dopo il primo quarto.

Avvicendamenti e consociazioni della pianta di piselli

E’ bene non ripetere la coltivazione del pisello o di altre leguminose sullo stesso appezzamento prima di 3-4 anni. Si associa molto bene con asparagi, carote, sedano, cavoli, fagioli nani, rafano, ravanelli, patate, rape e lattuga.

Da evitare invece la consociazione con aglio, scalogno, cipolla e prezzemolo.

La raccolta dei piselli in base al consumo

Si hanno tecniche diverse a seconda della destinazione del prodotto.

Piselli per il consumo fresco – La raccolta è scalare e si effettua quando i baccelli si presentano turgidi e pieni, e il seme, schiacciato tra le dita, non si divide in due (seme troppo maturo), né appare di consistenza farinosa. La produzione è di 1,5-5 kg/10 mq di coltura. La regolare raccolta dei baccelli stimola la pianta.

Piselli per il consumo secco – La raccolta si esegue falciando le piante quando i baccelli non sono ancora secchi, prima che si aprano disperdendo il seme in terra.

Una volta falciate, le piante si portano sull’aia per facilitare il loro essiccamento, quindi si trebbia. Le rese variano da 2 a 4 kg di seme secco/10 mq di coltura.

Avversità della pianta del pisello

Il pisello è sensibile ai molti parassiti tipici delle leguminose, tra i quali tonchio, afidi e tortrice, le cui larve forano i semi, svuotandoli. Le crittogame che colpiscono di più il pisello sono la muffa dei baccelli, la peronospora e l’oidio.

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Come coltivare i piselli sul balcone

Scelta della varietà – Per terrazzi e balconi sono da preferire i piselli mangiatutto perché, rispetto ai piselli da sgranare, offrono un raccolto più soddisfacente dal momento che anche la buccia è commestibile. Sono preferibili varietà rampicanti, come Carouby, con baccelli piatti e senza filo.

Clima – È resistente al freddo (la sua temperatura ideale è compresa fra i 10 e i 20°C) e preferisce una posizione soleggiata al Nord e a mezz’ombra al Sud.

Impianto o semina – Si semina direttamente a dimora (un vaso largo 35 cm può ospitare 4 piante) all’inizio della primavera, ma non oltre aprile perché è molto sensibile al caldo.

Coltivazione – Vuole un terriccio di medio impasto da mantenere fresco con irrigazioni costanti, ma non troppo umido: se c’è carenza d’acqua si pregiudica la fioritura e i semi si induriscono.

Le concimazioni devono essere ricche di potassio e di fosforo. Per le varietà rampicanti bisogna predisporre un graticcio su cui possa arrampicarsi: va bene anche la ringhiera del balcone, se però non si toglie sole e luce agli altri ortaggi.

Raccolta e impiego – I baccelli si raccolgono dopo circa 3 mesi dalla semina, quando sono ancora teneri e i semi poco sviluppati.

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