I materiali azotati di origine animale nel compost per l’orto

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Lo scopo dell’aggiunta delle deiezioni e degli scarti di origine animale è quello di apportare al compost soprattutto azoto. Nella frazione solida del letame l’azoto deriva prevalentemente da parti non digerite di alimenti, dalle masse microbiche intestinali e dalle proteine espulse dal corpo. Per la gran parte esso è insolubile in acqua. Nelle urine, invece, gli acidi ureici si scindono con facilità in NH3 e CO2 e originano così una forma di azoto solubile in acqua.

Poiché i liquami contengono azoto solubile in forma di nitrato, essi hanno un effetto pronto sulla crescita delle piante, ma possono anche “bruciarle” e soprattutto – quando sono sparsi direttamente sul terreno – possono causare l’inquinamento da nitrati delle falde acquifere superficiali.

Con lo spargimento di letame non compostato e di liquame direttamente sul terreno, la perdita di azoto sotto forma idrosolubile e gassosa può arrivare a oltre il 90%, specialmente quando i materiali non vengono immediatamente interrati e la temperatura ambientale è alta. La perdita di azoto causata da un cattivo o mancato compostaggio provoca un innalzamento relativo del rapporto carbonio/azoto con un impoverimento decisivo del potere concimante.

Con un buon compostaggio la perdita di azoto si aggira al massimo intorno al 20% ed è concentrata soprattutto nella fase iniziale di movimentazione dei materiali e di preparazione del cumulo. Una volta raggiunta la completa maturazione dell’humus, la perdita di azoto durante la distribuzione in campo è irrilevante.

Durante il compostaggio, se le operazioni di allestimento sono state ben condotte, come conseguenza dei processi biochimici si ha una perdita di carbonio sotto forma di anidride carbonica, che fa salire il valore relativo dell’azoto, espresso nel rapporto carbonio/azoto. Se il rapporto C/N iniziale è, ad esempio, 20:1, una volta terminato il compostaggio esso può scendere anche a 10:1. Questo fenomeno di valorizzazione del compost può essere ottenuto eventualmente con un maggior affinamento del materiale iniziale e con una miscelazione quanto più omogenea delle frazioni vegetale e animale.

Volendo abbassare ulteriormente il rapporto C/N per innalzare il tenore di azoto si finisce però per alzare il pH e la temperatura interna del cumulo, e quindi l’azoto si trasforma in ammoniaca che viene perduta sotto forma di gas. Quali fonti azotate possono essere usate anche sangue di mattatoio e farine di ossa con collagene.

La compostazione di carnicci e carcasse animali in azienda è vietata per legge, per ragioni igienico sanitarie e perché è causa di cattivi odori. Il sangue, che è un eccellente concentrato di azoto rapidamente assimilabile, si può acquistare secco sul mercato, mentre può essere abbastanza semplicemente compostato in forma liquida su segatura (che ha un alto potere assorbente).

cornunghia

Molto efficace è anche l’aggiunta nel compost di farine di corna e unghioli (cornunghia), grazie alla forma molto stabile dell’azoto in esse contenuto, ma il prezzo sul mercato di questo prodotto è tale da consigliarne l’impiego solo per le colture pregiate in serra.

Le sostanze di origine animale non sono solo importanti per il contributo di azoto, ma anche per il fosforo, che è un fattore di fertilità tutt’altro che secondario. Il contenuto in fosforo nei vari stallatici è diverso a seconda delle specie e dell’età del bestiame. Le urine dei ruminanti ne contengono meno del letame solido; le polline sono molto ricche di fosforo, meno il letame suino e meno ancora quello bovino. La farina d’ossa contiene naturalmente molto fosforo sottoforma di fosfato di calcio (18-22%).

CONTINUA QUI: Altre sostanze minerali nel compost

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