Malattie e parassiti delle ortensie: rimedi e cure

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Le ortensie, pur essendo in genere piante robuste e resistenti, possono essere colpite da malattie parassitarie o soffrire di alterazioni fisiologiche.

Le malattie possono essere di origine batterica, fungina o virale. Inoltre, le piante possono subire infestazioni da parassiti animali.

Malattie batteriche nelle ortensie

Pseudomonas solanacearum provoca l’aborto dei fiori e delle foglie giovani, soprattutto dopo forti piogge e con alte temperature. Non ci sono cure, le piante colpite devono essere eliminate. Meno gravi sono invece le maculature provocate da Pseudomonas cichorii, è infatti sufficiente eliminare le parti colpite.

I microplasmi (batteri sferici o filamentosi) possono provocare deformazione nella crescita e infiorescenze anomale con la comparsa di fillodi, cioè sepali che regrediscono riprendendo la forma di foglie. Si manifestano soprattutto con temperature elevate. Non possono essere curati e le piante colpite vanno eliminate.

Malattie fungine nelle ortensie

La muffa grigia (Botrytis cinerea), che si manifesta soprattutto in caso di vegetazione molto fitta, provoca l’aborto dei boccioli fiorali e macchie fogliari. Bisogna intervenire eliminando le parti colpite e trattando le piante con appositi prodotti fungicidi.

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Le macchie fogliari possono essere provocate anche da diversi funghi dei generi Aschochyta, Cercospora, Phyllosticta e Septoria: possono essere tenute sotto controllo con prodotti fungicidi a base di ditiocarbammati o rame.

L’oidio, o muffa bianca, è provocato da Erysiphe polygoni: si manifesta al principio sulle pagine inferiori delle foglie e può anche provocare deformazioni più o meno gravi. Si tratta con appositi prodotti fungicidi (antioidici).

Le pustole rugginose causate da Pucciniastrum hydrangeae compaiono soprattutto sulla pagina inferiore delle foglie, che possono poi seccare. Un ospite secondario di questo fungo è la cicuta (una pianta erbacea), che non va quindi lasciata nelle vicinanze delle ortensie. La ruggine va trattata con fungicidi specifici.

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Durante la radicazione le talee, soprattutto nei substrati pesanti o mal drenati oppure a causa di annaffiature eccessive, possono essere soggette a marciumi da Pythium provocati soprattutto da Pythium debaryanum e Rhizoctonia solani. Per eliminarli bisogna diradare le irrigazioni, aggiungere sabbia (o altro materiale inerme) al substrato e trattare il terreno con appositi fungicidi.

Malattie virali nelle ortensie

Trasmesse da insetti o attraverso gli arnesi utilizzati per la potatura, possono provocare caratteristiche macchie ad anello sulle foglie. Sono incurabili, quindi l’unica soluzione consiste nell’eliminare le piante colpite per evitare il contagio delle altre.

Parassiti animali nelle ortensie

Gli afidi, o pidocchi delle piante, soprattutto in caso di gravi infestazioni possono provocare danni diretti che si manifestano con deformazioni e appassimenti degli apici, aborto dei boccioli fiorali e deformazione e disseccamento delle foglie. I danni indiretti causano invece la trasmissione di altre malattie (per esempio virali) e la comparsa di fumaggini sulla melata prodotta da questi piccoli insetti. In entrambi i casi bisogna trattare le piante con appositi prodotti insetticidi (aficidi).

Le cocciniglie si possono insediare in diverse parti della pianta, e in particolare sulla pagina inferiore delle foglie. Anche in questo caso, se le infestazioni sono molto pesanti possono comparire fumaggini sulla melata prodotta. I trattamenti più efficaci sono quelli invernali e primaverili con anticoccidici, in genere oli bianchi attivati.

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La presenza degli acari, e in particolare del ragnetto rosso (Tetranychus urticae), è rivelata dalla colorazione anomala delle foglie e dalla presenza di minuscole ragnatele sulla pagina inferiore delle foglie delle ortensie. Forti infestazioni possono causare la caduta delle foglie e danni ai fiori. Bisogna intervenire con appositi prodotti acaricidi.

In serra possono essere particolarmente dannosi i tripidi, in particolare l’Heliotripis haemorroidalis, che provocano deformazioni delle foglie e decolorazione dei fiori, nonchè un deperimento generale della pianta. Per eliminarli occorre procedere con un trattamento con insetticidi fumiganti.

Contro le lumache, che possono rodere le foglie, si interviene con esche avvelenate.

I nematodi, minuscoli animaletti vermiformi del terreno, praticamente invisibili a occhio nudo, possono invece provocare una crescita stentata e deformazioni. Per eliminarli occorre intervenire con appositi prodotti (nematocidi) di trattamento del terreno.

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Le fisiopatie nelle ortensie

Le fiosiopatie sono alterazioni fisiologiche della pianta causate da squilibri di natura ambientale.

La clorosi, cioè l’ingiallimento delle foglie e dei germogli causato da una reazione eccessivamente basica del terreno o da irrigazioni con acqua molto calcarea, in molte varietà provoca il cambiamento del colore dei fiori, che da blu diventano rosa. Per eliminarla bisogna trattare le piante con appositi prodotti a base di chelati di ferro (sequestreni) e annaffiarle con acqua non calcarea.

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Gli ingiallimenti possono essere provocati anche da condizioni di luce insufficienti: in questo caso è sufficiente spostare le piante in luoghi più luminosi.

Al contrario, un’esposizione in pieno sole e a temperature molto elevate può provocare bruciature sulle foglie e sui fiori delle ortensie. Per proteggere le piante è sufficiente ombreggiarle leggermente.

Quando le temperature sono alte e il tasso di umidità basso, oppure se le piante non vengono irrigate sufficientemente, possono verificarsi degli appassimenti. In questo caso le piante in vaso vanno immerse in un secchio di acqua per circa mezz’ora, lasciando poi scolare l’acqua in eccesso, mentre le piante in piena terra vanno irrigate abbondantemente.

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