Come coltivare i finocchi: semina, consociazione e malattie

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come coltivare la pianta di finocchio orto balcone

Il finocchio, Foeniculum vulgare var. dulce (OMBRELLIFERE), è coltivato in diverse varietà, le più diffuse sono il Romanesco, con grumolo rotondo grosso, il Dolce di Firenze e il Grosso di Sicilia.

Il clima ideale per coltivare il finocchio

Il finocchio è originario dei Paesi caldo-umidi, è scarsamente resistente alle basse temperature, specialmente negli stadi vegetativi più avanzati. Le zone più adatte alla sua coltivazione sono i litorali e le regioni meridionali. Non sopporta le gelate.

Il terreno ideale per coltivare i finocchi

Il finocchio richiede terreni sciolti, soleggiati, ricchi di sostanza organica e di facile sgrondo. Rifugge quelli troppo argillosi e ricchi di scheletro.

Concimazione e cure colturali della pianta di finocchio

Il finocchio richiede una buona concimazione con letame o compost ben maturo (3-4 q/100 mq), meglio ancora se distribuiti alla coltura precedente. Quando le piantine raggiungono l’altezza di 10-12 cm va effettuato il diradamento, lasciando in campo una piantina ogni 12-20 cm, a seconda del sesto d’impianto prescelto, e nei vasetti una piantina per contenitore. Subito dopo il diradamento si effettua una sarchiatura per eliminare le infestanti e rincalzare le piante.

Quando i grumoli raggiungono le dimensioni di una pesca, invece, bisogna procedere alla rincalzatura. Nella coltura a raccolto invernale la rincalzatura è essenziale per proteggere la base delle piante dal freddo, mentre in quelle a raccolto primaverile-estivo viene utilizzata per ottenere tuniche bianche e ben tenere. Di scarsa utilità risulta invece nelle coltivazioni autunno-vernine, in cui l’ombreggiamento della massa fogliare e la scarsa luminosità del periodo stagionale rendono superflua questa onerosa operazione.

Il finocchio dolce richiede una notevole disponibilità idrica, soprattutto se coltivato in estate. Quando le piantine sono ai primi stadi del loro sviluppo l’acqua va distribuita in turni molto brevi e in volumi minimi e, quindi, via via, in turni sempre più lunghi e volumi maggiori.

semi di finocchio semina seminare

Come e quando seminare il finocchio

A seconda della zona e del periodo dell’anno si può effettuare all’aperto o in semenzaio. Nelle regioni meridionali e insulari si può cominciare a seminare già a gennaio-febbraio per avere un prodotto all’inizio dell’estate. Nel resto dell’Italia, per seminare in pieno campo, bisogna aspettare luglio-settembre; il primo raccolto si ha in autunno. Le piante vanno mantenute alla distanza di 60-70 cm tra le file e 20 cm sulla fila. Per 100 mq di coltura sono necessari 60-100 g di seme.

In semenzaio, la semina si può effettuare da dicembre a marzo, se si può contare su un letto caldo, o da giugno a settembre, quando non si gode di nessun tipo di protezione, ponendo 2-3 semi per vasetto. Per ottenere le piantine sufficienti a coprire una superficie di 100 mq sono sufficienti 2,5 mq di semenzaio.

I semenzali vanno trapiantati 30-40 giorni dopo la semina, quando raggiungono i 10-15 cm di altezza; in genere le varietà estive si trapiantano in marzo; quelle invernali da agosto a ottobre.

Le piantine vanno disposte a 20 cm di distanza, sulla fila, e a 60-70 cm tra le file.

Avvicendamenti e consociazioni della pianta di finocchio

Il finocchio svolge un’influenza negativa nei confronti di numerose colture, quali fagioli, pomodori, cavolo, rapa; si presta bene a essere consociato con porro, piselli, lattuga, insalata da taglio, cetriolo, cicoria e indivia.

Quando raccogliere il finocchio

La raccolta del finocchio si effettua a partire dalle file mediane per facilitare la rincalzatura delle file adiacenti. È utile per proteggere le piante dai primi geli. La raccolta è scalare e inizia non appena i grumoli raggiungono le dimensioni caratteristiche delle cultivar di appartenenza. La resa si aggira intorno ai 3-4 q/100 mq.

Le avversità della pianta del finocchio

Si segnalano possibili attacchi di psilla, lumache e nematodi. Più frequenti e pericolose le malattie crittogamiche, in particolare la sclerotinia e la batteriosi ( Erwinia carotovora).

Il fungo della sclerotinia può colpire molti ortaggi, specie se coltivati su terreni leggeri e in zone umide con temperature tra i 10 e i 25°C. Si manifesta con aree edematose, in seguito marcescenti; dall’esterno l’infezione si diffonde verso l’interno della pianta.

La batteriosi, invece, produce alla base delle foglie di finocchio alterazioni a forma di cancro, che presto si decompongono formando una poltiglia; qualora sia la zona del colletto a venire attaccata, presto l’infezione penetra nel cuore della pianta, che marcisce velocemente. Il batterio si trasmette alle piante tramite l’acqua di irrigazione, il letame e i parassiti terricoli.

come piantare il finocchio trucchi e consigli

Come coltivare il finocchio sul balcone

Scelta della varietà – Non è adattissimo al terrazzo perché occupa molto spazio, ma vale la pena di coltivarne almeno un esemplare per ammirare le sue foglie profumate, leggere e finemente divise. Fra le varietà più diffuse, il Gigante di Napoli e il Grosso di Sicilia.

Clima – Non sopporta i freddi intensi, perciò è indicato per le zone in cui il termometro non scende di molti gradi sotto lo zero. Predilige il pieno sole.

Impianto o semina – Conviene ricorrere a una piantina già pronta, che si può mettere a dimora da agosto fino a novembre in un vaso largo e profondo almeno 30 cm.

Coltivazione – Il finocchio preferisce un terriccio di medio impasto, fresco e concimato utilizzando un fertilizzante ricco di fosforo. Subito dopo il trapianto sono necessarie abbondanti annaffiature, con l’accortenza di evitare però i ristagni di acqua.

Raccolta e impiego – La raccolta avviene a partire dall’autunno inoltrato. Quando il grumolo si è sufficientemente ingrossato, si estirpa la pianta dalla terra e si tagliano sia il fittone che le foglie.

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