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Farina di ghiande, ricetta e conservazione

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Farina di ghiande, ricetta e conservazione

Innanzitutto, le ghiande raccolte devono essere ben lavate lasciandole a bagno in acqua pulita; quelle che galleggiano vanno gettate via perché molto probabilmente sono già state attaccate dai vermi.

  1. Va poi rimossa la buccia esterna dura: il metodo più semplice per riuscire a toglierla senza cucinare le ghiande consiste nel praticare un’incisione sulla buccia stessa aiutandosi con un coltellino affilato per poi rimuoverla tirandola con le dita. Un’altra possibilità è di disporre le ghiande ancora umide su una teglia e di metterle in forno per qualche minuto a 150°C; in questo modo la buccia del 60-80% delle ghiande scoppia facilitandone così la rimozione.
  2. Prima di continuare con la preparazione delle ghiande è consigliabile verificare nuovamente se ce ne sono alcune che presentano fori o una colorazione scura dovuta all’attacco di vermi o insetti.
  3. Per estrarre i tannini dai semi fate riposare le ghiande in acqua con un po’ di natron per 4-5 giorni; questa sostanza permette di accelerare il processo di estrazione. Cambiate l’acqua al mattino e alla sera risciacquando bene i semi sotto l’acqua corrente. Il processo è terminato quando l’acqua rimane pressoché trasparente e non si colora più.
  4. Procedete ora macinando finemente le ghiande ancora umide; l’ideale è utilizzare un tritacarne con una griglia a maglie strette, altrimenti potete ricorrere anche a un estrattore di succo o a un trincetto da cucina lavorando delle piccole porzioni alla volta.
  5. Per conservare la farina così ottenuta distribuitela su una teglia e fatela asciugare bene in forno a 80°C per circa una o due ore. Eventualmente potete usare anche un essiccatore. Versate la farina secca in buste di carta o in sacchetti di juta e conservatela in luogo asciutto e fresco. La sua durata è di circa un anno.

La corteccia della quercia non trova impiego solamente dal punto di vista culinario. Per esempio, se soffrite di malattie della pelle di natura infiammatoria o pruriginosa o se avete una ferita che ha difficoltà a cicatrizzare, potete provare con dei bagni o degli impacchi di corteccia. Anche in questo caso l’effetto benefico è dovuto al contenuto elevato di tannini nella corteccia della quercia, sfruttati già in passato anche dai conciatori per la lavorazione delle pelli animali e per evitarne la marcescenza. Nel nostro caso le capacità astringenti dei tannini favoriscono la cicatrizzazione più rapida delle ferite cutanee.

conservare la farina di ghiande di quercia

Consiglio pratico sulla farina di ghiande

Preparate sempre un’ampia scorta di farina di ghiande che vi durerà poi per tutto il resto dell’anno e che utilizzerete come base per ricette gustose e soprattutto nutrienti.

Inoltre, preparare la farina di ghiande in grande quantità in una sola volta garantisce un risultato migliore rispetto alla lavorazione di porzioni minori di ghiande conservate; in questo modo si evita anche l’eventuale formazione di muffe all’interno delle ghiande sbucciate e tenute in dispensa. La farina ben asciutta può essere conservata invece senza alcuna difficoltà.

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