Piante grasse: luoghi di origine e capacità di adattamento

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cactus la distribuzione geografica e adattamento alle condizioni climatiche

Grazie alle loro incredibili capacità di adattamento, in natura le piante grasse si sono diffuse anche in ambienti difficilissimi e inospitali, dove specie di tipo diverso non riescono a sopravvivere:

  • invivibile subdeserto africano
  • fredde regioni semi desertiche montagnose sudamericane
  • pianure aride centroamericane
  • foreste pluviali con umidità elevata
  • ambienti alpini
  • ambienti salmastri mediterranei.

Piante grasse: diffusione delle cactacee e delle succulente

Mentre le piante grasse in generale sono diffuse in tutto il mondo, e in modo particolare in America e in Asia, le Cactacee sono presenti in natura solamente nelle Americhe.

In Europa si trovano diverse specie di succulente, caratteristiche di ambienti brulli e poveri ma non necessariamente caldo-aridi: molte specie di Sedum, Saxifraga e Sempervivum amano infatti il clima rigido delle vette alpine.

L’incredibile capacità di adattamento delle piante grasse

La maggior parte delle specie si è adattata alla sopravvivenza in zone climatiche particolari dove l’insolazione è fortissima per gran parte della giornata e la calura elevatissima, con decise escursioni termiche tra giorno e notte.

cactus in deserto arizona

Come le piante grasse sopravvivono alla siccità

In queste regioni inospitali, i prolungati periodi di siccità sono interrotti da brevi e spesso intensi momenti di pioggia. Proprio durante questi brevi momenti di pioggia, le piante grasse, riescono a immagazzinare acqua nei propri tessuti. Al punto tale da farne una riserva strategica di sopravvivenza, da utilizzare nei periodi asciutti anche per diversi mesi.

Negli ambienti desertici a clima temperato-caldo, dove è possibile che si verifichino periodicamente degli eventi piovosi, la pioggia penetra nel terreno in maniera più o meno accentuata a seconda delle quantità complessivamente cadute.

Successivamente risale per capillarità, dando alla pianta la possibilità di catturarla, sia per contatto diretto nel momento della pioggia sia per intercettazione radicale nel momento della risalita.

La capacità di resistenza alla siccità espressa dalle piante succulente, dunque, non è semplicemente legata alla quantità di acqua che cade complessivamente durante l’anno, bensì alla sua distribuzione temporale, cioè alla frequenza con la quale si verificano eventi di pioggia.

Certo è che nel deserto, dove può non piovere anche per periodi superiori a un anno, le piante grasse non riescono assolutamente a sopravvivere.

Come le piante grasse sopravvivono alle basse temperature

La grande capacità di adattamento alle condizioni estreme conduce molte specie a sopportare condizioni di basse temperature anche imprevedibili. Addirittura, molte piante grasse diffuse sulle montagne del Sudamerica si sono adattate a superare indenni anche periodi caratterizzati da intense nevicate, con temperature dell’aria inferiori a 0 °C gradi, cosa che nei nostri climi comporterebbe l’immediata marcescenza della pianta e la sua rapida morte.

cactus sotto la neve in montagna

Questo avviene perché in natura la pianta “comprende” anticipatamente il momento di entrare in riposo vegetativo e per questo raggrinzisce temporaneamente liberando l’acqua in eccesso, in maniera da evitarne il congelamento.

In altri casi la pianta, poco prima dei freddi, forma precisi accorgimenti di protezione termica atti a limitare l’azione del gelo.

Nei nostri climi caratteristicamente di tipo continentale, al contrario, la pianta si avvicina ai freddi invernali attraversando un periodo autunnale caratterizzato da umidità dell’aria molto elevata. Questa condizione climatica di transizione, è tale da determinare, all’interno dei tessuti vegetali, il mantenimento di un livello di umidità così alto che diventa praticamente impossibile difendersi dalle gelate e dall’insorgenza sicura di marciumi.

L’importanza di conoscere i luoghi di origine delle piante grasse che si coltivano

La conoscenza dei luoghi di provenienza di ogni specie succulenta, e in generale di qualunque pianta si voglia coltivare, non vuole essere solo un fatto culturale, ma permette di predisporre le condizioni più vicine a quelle proprie del suo ambiente naturale, cioè le condizioni più opportune per vegetare con vigore.

Prima di acquistare una pianta grassa, è bene informarsi sui suoi luoghi di provenienza, così da poter valutare se il luogo in cui sarà collocata (appartamento, giardino, terrazzo, serra ecc.) è in grado di replicare in qualche maniera un ambiente simile a quello “naturale”, consentendo l’ottimale coltivazione della pianta.

cactus in montagna cile

L’estinzione delle piante grasse e le specie protette

In natura, molte specie di succulente spontanee vanno scomparendo, cancellate dalla Terra molto spesso per l’incuria e l’ignoranza degli uomini, autori di azioni sconsiderate di distruzione:

  • raccolta indiscriminata delle piante in ambiente selvatico
  • modificazione impropria degli ambienti naturali

I limiti delle piante grasse e l’inclusione nel CITES

Gli areali di diffusione sempre più limitati, la scarsa capacità riproduttiva, l’impossibilità di competere con altri organismi vegetali più aggressivi in ambienti migliori e l’accrescimento molto spesso assai lento rendono difficile la sopravvivenza di tante specie.

Tale è l’allarme che all’interno del CITES, l’organismo internazionale istituito nel 1973 per la salvaguardia delle specie animali e vegetali, è stato predisposto un elenco delle specie succulente protette, col divieto assoluto di commerciarne esemplari prelevati direttamente in natura.

Fortunatamente, per molte specie a rischio di estinzione la coltivazione e il commercio non rappresentano una cosa né difficile né proibita, così che piante anche molto rare possono essere riprodotte e diffuse con successo.

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