Concimare le piante grasse per fiori abbondanti, errori da evitare

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come fertilizzare concimare le piante grasse

La concimazione è un’operazione colturale importante di cui necessitano tutte le specie vegetali coltivate, di qualunque tipo esse siano. Concimando si forniscono gli elementi nutritivi di base non prodotti dalla fotosintesi clorofilliana, con i quali favorire lo sviluppo complessivo della pianta.

Nel concimare con fertilizzante liquido non bisogna investire direttamentela pianta, ma versare il prodotto sul terreno

Nel caso delle piante grasse, in particolare, la concimazione non si prefigge tanto lo scopo di aiutare le piante a sopravvivere (in natura riescono a vegetare anche in ambienti poverissimi), bensì di procurare un vigore vegetativo sufficientemente elevato da indurre un’abbondante formazione di fiori, l’obiettivo di ogni appassionato di succulente.

Caratteristiche del concime adatto alle piante grasse

Gli elementi chimici indicati nell’elaborazione di un equilibrato apporto nutritivo sono:

› l’azoto (N), che stimola accrescimenti vigorosi;

› il fosforo (P), che induce la formazione di apparati radicali sani e robusti;

› il potassio (K), che agisce a favore di fioriture e fruttificazioni abbondanti.

Mantenendo fermo il principio, secondo il quale è necessario simulare quanto più possibile le condizioni ambientali dei luoghi nei quali vivono le nostre piante in natura, è bene considerare che la maggior parte delle piante grasse, e in modo particolare tutte le desertiche, sono abituate a vegetare in suoli per niente dotati di humus.

In questi luoghi la sostanza organica manca in modo pressoché totale (così utile, al contrario, a tutte le specie dei nostri paesi). In questi suoli gli elementi disciolti e intercettati dalle radici sono fondamentalmente rappresentati da sali di fosforo e di potassio, mentre scarso o del tutto assente è l’azoto.

Ecco perché le concimazioni azotate, in linea generale molto preziose per numerose specie di piante, nel caso delle succulente si possono rivelare addirittura dannose. Le concimazioni azotate conducono alla formazione di piante certamente più rapide nella crescita, tuttavia eccessivamente ricche di liquidi, rigonfie, traslucide, più sensibili alle aggressioni parassitarie.

Consigli sulla concimazione delle piante grasse

• Al momento della piantagione o della rinvasatura è bene utilizzare un fertilizzante di base a lento rilascio (in polvere o in forma granulare), che contenga in misura equilibrata tutti gli elementi principali.

• Durante la stagione di crescita, a partire dalla primavera, è bene utilizzare un fertilizzante a pronto effetto dotato di azoto e potassio (liquido o granulare) in grado di garantire un rapido sviluppo e una pronta emissione dei fiori.

Il giusto concime per piante grasse – rapporto NPK (1-3-5)

piante grasse fiorite

Un concime efficace ed equilibrato per le piante grasse dovrà quindi essere ben dotato di fosforo e potassio, povero di azoto e completato da elementi minerali minori, come ferro e manganese. Il rapporto ottimale tra questi elementi chimici sarà di una parte di azoto, contro 3 di fosforo, contro 5 di potassio.

Si fa presente che il numero riportato sulla confezione del concime e riferito al contenuto dei tre elementi nutritivi principali è convenzionalmente sempre indicato nell’ordine azoto – fosforo – potassio.

I fertilizzanti disponibili oggi sul mercato sono numerosi e diversificati, già preparati nella miscelazione indicata per piante grasse: si distinguono in prodotti di origine organica oppure di sintesi chimica, come i concimi complessi. Tali concimi si presentano in forma liquida, in polvere o in granuli.

In tutti i casi è meglio farvi ricorso piuttosto che utilizzare concimi minerali per orto e giardino o concimi per piante da appartamento, sempre inadatti se non addirittura nocivi per le piante succulente.

Il dosaggio dei concimi

Per quanto concerne le dosi, è sempre bene attenersi a quanto indicato sulla confezione, perché non è vero che a maggior quantità di concime corrisponda maggior risultato qualitativo. Esagerare nella concimazione, infatti, può risultare controproducente.

L’eccesso di azoto, in particolare, risulta temibile e in grado di procurare vistose malformazioni difficili da recuperare: le Cactacee diventano esili e fioriscono con difficoltà, le succulente producono rametti striminziti, filati, privi di vigore.

La frequenza della concimazione

Le concimazioni vanno somministrate in maniera equilibrata, preferendo dosi piccole e frequenti piuttosto che diradate e abbondanti, in misura idonea rispetto al grado di sviluppo della pianta e al momento vegetativo.

La piante grasse richiedono l’apporto di sostanze fertilizzanti in modo particolare nel momento di ripresa vegetativa che si verifica al termine del riposo invernale.

In questo periodo (generalmente l’inizio della primavera nei nostri climi) la pianta riprende la sua attività di crescita ricercando con intensità l’acqua e gli elementi nutritivi necessari per lo sviluppo e la fioritura, assumendo in modo particolare sali di fosforo e di potassio.

Per questa ragione nel corso di tutta la stagione primaverile ed estiva è consigliabile somministrare gli elementi nutritivi con continuità, intervenendo con fertilizzazioni a cadenza mensile.

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