Come coltivare le angurie: semina, consociazione e malattie

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L’ anguria, Citrullus lanatus, appartiene alle Cucurbitacee (stessa famiglia del cetriolo) ed erroneamente viene identificata come frutta. In realtà è un ortaggio che “viene consumato” come se fosse un frutto.

Il clima ideale per l’anguria

L’anguria è un ortaggio tipico delle zone temperato-calde, non eccessivamente umide. Di grande importanza è l’assenza di precipitazioni durante la fase di maturazione dei frutti.

Il terreno ideale per l’anguria

richiede terreni di medio impasto, anche sciolti, ben strutturati, ricchi di sostanza organica, provvisti di buon drenaggio. Il pH ottimale è tra 5,5 e 6,5. L’anguria richiede una lavorazione del terreno in profondità (30-40 cm), effettuata preferibilmente a fine estate, per meglio sfruttare l’umidità autunnale e l’effetto strutturante dell’alternanza gelo/disgelo. In febbraio si effettuano le lavorazioni di affinamento per distruggere le infestanti sviluppatesi nel frattempo e preparare il letto di semina.

Come concimare e curare le piante di anguria

presenta elevate esigenze nutritive e richiede da 3 a 5 q di letame o compost ogni 100 mq, interrato in superficie prima della preparazione del letto di semina. L’anguria riceve numerosi vantaggi dalla pacciamatura organica, quali il controllo delle infestanti, la conservazione del calore e dell’umidità del terreno, la protezione dei frutti dal contatto diretto con il suolo. Oltre ai vari materiali di recupero (paglia, erba secca, residui colturali), risultano particolarmente adatti a tale scopo le pellicole di cellulosa o di materiale plastico. Si effettuano inoltre due diradamenti. Con il primo, appena le piante formano le 2 prime foglie vere, si lasciano 3 piante per buchetta; con il secondo, quando le piante presentano 4-5 foglie vere, si lascia una sola pianta per buchetta.
Per evitare il danneggiamento delle radici delle piante che si lasciano in sede, l’operazione deve essere eseguita tagliando le piante al di sotto delle foglie cotiledonari.
Per quanto riguarda la difesa dalle infestanti, questa può essere eseguita in concomitanza con il diradamento, eliminando le infestazioni sviluppatesi nelle buchette e nelle immediate vicinanze delle piante. Qualche precisazione sull’annaffiatura: nell’area meridionale, dal diradamento fino alla fine di giugno, occorrono almeno 7 adacquature, la cui frequenza è comunque in relazione al tipo di terreno e di clima. Durante l’ultima fase del ciclo produttivo colturale, da giugno in poi, bisogna fare molta attenzione a non eccedere con la distribuzione dell’acqua per evitare la spaccatura e la perdita di sapore dei frutti.

Come e quando seminare l’anguria

La semina si effettua in buchette o postarelle di 8-12 cm di diametro e 3-4 cm di profondità. Il sesto d’impianto varia a seconda delle cultivar utilizzate e del tipo di coltivazione prescelta. In pieno campo le distanze vanno da 150- 250 cm tra le file a 100-200 cm sulla fila. In ogni buchetta si pongono 5-6 semi a 2-3 cm di profondità. Per ogni 100 mq di superficie occorrono circa 30-60 g di seme.

In pieno campo la semina è eseguita, in genere, a fine marzo-aprile; la raccolta inizia verso metà luglio e si conclude entro la fine di agosto. Nelle zone particolarmente miti si può eseguire anche una semina ritardata tra fine aprile e i primi di maggio; in questo caso la raccolta si posticipa di un mese.

come coltivare anguria

Come stimolare la crescita dei frutti

La precocità e l’abbondanza della fruttificazione può essere incentivata cimando il tralcio principale dopo la terza e la quarta foglia. In genere non si lasciano mai più di 4 frutti per buchetta scelti tra i più vicini al colletto della pianta.
Per anticipare la produzione di circa un mese si può effettuare la semina a fine febbraio-primi di marzo sotto tunnel in vasetti di torba o direttamente in terra. La produzione viene eliminata a metà maggio per cui il risultato della coltura dipende molto dall’andamento atmosferico.

Avvicendamenti e associazioni della pianta di anguria

per controllare la proliferazione di fitopatie e la stanchezza del terreno è bene evitare di ripetere, sullo stesso appezzamento, la coltivazione dell’anguria prima di 3 anni. Il cocomero si consocia bene con numerosi ortaggi quali: piselli, cipolle, carote, spinaci, ravanelli, lattuga e pomodoro.

Quando e come raccogliere l’anguria

Nelle coltivazioni in pieno campo i primi frutti maturi compaiono 110-120 giorni dopo la semina; nelle colture protette con un anticipo di 10-15 giorni. Le rese oscillano intorno ai 4-6 q di prodotto ogni 100 mq di superficie. È comunque necessaria una certa esperienza per riconoscere i frutti maturi, che si differenziano spesso solamente per impercettibili differenze: la scomparsa di pruina dalla superficie della buchetta, il disseccamento del viticcio del peduncolo, l’emissione di un suono sordo quando vengono percossi con le dita, lo scricchiolio della polpa in seguito alla compressione ecc.

Le avversità della pianta di anguria

la peronospora può causare gravi danni ma si manifesta molto raramente. Tra le crittogame possono manifestarsi anche oidio, cladosporiosi e marciume radicale. I parassiti animali che più facilmente possono colpire l’anguria sono invece afidi, grillotalpa, maggiolino, nottue, nematodi.

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