Chiara Ferragni: ecco cosa chiedeva ai suoi dipendenti

Nel libro “Il vaso di Pandoro” di Selvaggia Lucarelli, emergono molti retroscena sulla vita e il lavoro di Chiara Ferragni, alcuni dei quali abbastanza prevedibili e altri decisamente più inaspettati. Tra gli aspetti prevedibili, viene raccontato come l’ufficio dell’influencer fosse costantemente sommerso da regali di vari brand, sia di moda che di altri settori. Questi omaggi venivano inviati nella speranza di ottenere visibilità attraverso le Instagram Stories di Ferragni, sfruttando così la sua immensa popolarità e capacità di influenzare il pubblico.

Quello che sorprende maggiormente è invece il rapporto di Chiara Ferragni con il suo ambiente di lavoro. Secondo quanto riportato nel libro, l’influencer era raramente presente fisicamente nel suo ufficio. Si racconta che le sue apparizioni fossero sporadiche e che, quando decideva di visitare le sue stanze, interagisse esclusivamente con il suo manager Fabio Maria D’Amato, ignorando di fatto il resto del personale. Questo dettaglio dipinge un quadro inaspettato della gestione del suo impero, suggerendo una distanza tra la Ferragni e il team che lavora quotidianamente per supportarla.

Chiara Ferragni: ecco cosa chiedeva ai suoi dipendenti

Questi retroscena offrono una visione più complessa e sfaccettata della vita professionale di Chiara Ferragni, mostrando come la sua immagine pubblica e il suo lavoro dietro le quinte possano essere molto diversi da come appaiono esternamente. Il libro di Lucarelli, dunque, non solo racconta il successo dell’influencer, ma getta anche luce sulle dinamiche interne e sui dettagli meno noti del suo percorso imprenditoriale.

Ma che cosa faceva Chiara Ferragni con tutti quei regali? A raccontarlo è un’ex dipendente. Secondo la testimonianza, arrivavano in ufficio “tantissimi regali al giorno, dal beauty ai vestiti agli accessori”. Quando Chiara era a casa, le venivano inviate delle foto dei vari omaggi, e lei indicava cosa le piaceva o meno. Dopo questa selezione, una parte dei regali veniva inviata a casa sua, mentre il resto veniva riposto in magazzino e diviso tra le ragazze del suo staff.

L’ex dipendente ha rivelato che questi regali finivano in una sorta di lotteria natalizia tra i dipendenti: “Finivano in una grande riffa, un’estrazione a sorte fra i dipendenti a Natale”. Inoltre, due volte all’anno si teneva il cosiddetto “svuotone dall’ufficio”, un evento in cui i dipendenti potevano accedere alla stanza dove erano accumulati gli articoli non voluti da Chiara e scegliere ciò che preferivano. Questo rappresentava un’occasione speciale per lo staff, dato che quasi tutti i brand desideravano sponsorizzarsi tramite Ferragni, con l’eccezione di Hermes e Chanel, noti per non fare regali promozionali.

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